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Ottobre 15, 2026

Walking ON 2023: cosa abbiamo fatto

Walking ON 2023: cosa abbiamo fatto

by Carla Broccardo AM / mercoledì, 20 Dicembre 2023 / Published in Notizie

A maggio 2023 vi ho parlato del format Walking ON e dell’invito a camminare insieme per scoprire “cosa della professione dell’avvocato può contribuire a fare sistema”.

Con Avvocatura 2030 abbiamo individuato innanzitutto un campo d’azione, un’ipotesi di lavoro e la scelta è caduta sulla costituzione di una CER come oggetto di confine per la doppia missione che la normativa le ha affidato: contribuire alla transizione energetica e nel contempo generare benefici economici e sociali per la comunità interessata.

Poi abbiamo cercato e creato nuove relazioni, in particolare trovando degli ideali compagni di viaggio nei volontari del CEA – centro di educazione ambientale di Niscemi – che curano la riserva naturale Geloi Wetland.

Ora, dopo aver camminato sulla via Fabaria vi racconto cosa ne è emerso 🙂

Sulla via Fabaria, francigena siciliana, hanno camminato insieme quattro avvocati, una designer, una futurista, un antropologo dell’ambiente, una insegnante, un nutrizionista, attivisti e imprenditori locali dediti all’agricoltura biologica: ne è nata un’esperienza di innovazione professionale che oggi offre alla comunità locale la possibilità di nuove pratiche trasformative e agli avvocati coinvolti l’occasione per ridefinire il proprio ruolo sociale, acquisire nuove competenze e dare una forma professionale all’impegno per lo sviluppo sostenibile.

Il compito che ci siamo dati alla partenza è stato provare a descrivere ciò che avremmo incontrato interrogando silenziosamente il territorio e i suoi abitanti, umani e non umani. 

Non ci siamo dati una griglia a priori per costruire le descrizioni, solo due indicazioni per guidarla: avremmo provato ad attivare le quattro intelligenze eco-sistemiche – emotiva, sociale, percettiva e co-evolutiva – e avremmo provato a trattare quanto ci sarebbe venuto incontro non come un fornitore di informazione, ma come un co-costruttore di informazione. 

Non sapevamo la forma di ciò che avremmo voluto realizzare: partivamo dall’ipotesi di dare vita ad una Comunità Energetica Rinnovabile, ma era solo un’ipotesi di lavoro, un’ispirazione, che avrebbe potuto diventare altro. La forma più utile ce l’avrebbe suggerita la connessione tra gli elementi che avremmo incontrato nel nostro attraversare un ambiente e solo alla fine del cammino avremmo (forse) trovato il disegno del nostro progetto, emerso dai nostri passi come la cicogna del racconto di Karen Blixen, tracciata dalla corsa di un uomo che nella notte insegue un rumore sospetto. 

Sapevamo però che questa forma avrebbe dovuto produrre due effetti:

– un modo (innovativo, forse) di pensare il ruolo professionale dell’avvocato

– un modo di fare comunità.

“il camminatore trae un racconto dalle impronte nel terreno. Più narratore che topografo, il suo scopo è (…) collocare ogni impronta in relazione agli avvenimenti che le hanno aperto la via, attualmente la condividono e la seguono. In questo senso la sua conoscenza è aperta ed esplorativa”

Tim Ingold

Ne è nato un programma di lavoro che abbiamo chiamato “Comunità di energie” con il quale proveremo a creare un portfolio di progetti già esistenti organizzato in un ecosistema – nello schizzo la prima mappa abbozzata all’aeroporto durante il viaggio di ritorno – nel  quale si istituiscano e/o si rafforzino le relazioni tra le diverse progettualità, riconfigurandole in modo da trasformale gli attori che vi sono impegnati (persone e organizzazioni) in una “comunità più che umana” connessa da uno stesso principio evolutivo: re-istituire la relazione tra uomo e natura in modo che possano collaborare al reciproco sviluppo. 

L’idea della Comunità Energetica Rinnovabile non scompare, ma diventa uno degli ambiti progettuali, il meno urgente: come si è detto, la CER era un’ipotesi di lavoro, una cerniera tra i due livelli progettuali: avvocatura e comunità.  Ma come per Picasso, un’idea, sulla tela, spesso diventa qualcosa di altro.  Non è una CER lo spazio emerso per la sperimentazione, ma progetti già esistenti nel territorio da connettere in un sistema e da sviluppare stimolando l’avvocato a pensarsi anche come facilitatore di processi: immaginare dei servizi che contribuiscano a promuovere a livello locale e micro il diritto ambientale e contribuire a fare emergere le regole che permettano di far vedere la forma della nuova organizzazione eco-sistemica. 

Sul numero III/2023 della rivista La Previdenza Forense è disponibile il resoconto del cammino: puoi accedere qui

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