A cosa serviranno le case nel futuro?
Le città saranno emblemi della sostenibilità o luoghi per sopravvivere?
Come sarà vissuta la sfida dell’innovazione?
Ma soprattutto quali saranno le competenze che gli imprenditori edili dovranno avere per gestire
modelli di business basati sui dati e generare sostenibilità?
E quali le azioni da porre in essere per ridefinire la propria posizione nella catena del valore?
Laboratorio dell’Immaginazione sulle Costruzioni Future (LiCoF) applica per la prima volta i metodi della previsione sociale e dei sistemi anticipanti al settore delle costruzioni per indagare gli impatti della “digital age” sui possibili futuri modelli di business.
Fare uscire la teoria degli studi sui futuri dalle università per farla atterrare sui possibili futuri
di un importante e strategico comparto produttivo è stata la sfida che ha guidato e consentito a LiCoF di:
• allargare lo sguardo sull’edilizia del 2040,
• rafforzare la consapevolezza intorno alla complessità delle tendenze in atto,
• preparare gli operatori delle costruzioni a diverse possibili alternative.
Un progetto, promosso da Area Science Park e ANCE FVG, che ha messo in rete ricerca, innovazione e mondo produttivo per immaginare il futuro dell’intera filiera edile che ha visto fra i suoi “promotori” l’economista e, allora, portavoce dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) Enrico Giovannini e l’architetto Massimiliano Fuksas, intervistati sul tema il 26 novembre 2020 dal direttore de La Repubblica, Maurizio Molinari.
Un gruppo di circa 30 esperti, tra imprenditori, professionisti, rappresentanti del mondo accademico e della cultura, confrontarsi per realizzare un primo esercizio sui futuri delle costruzioni al 2040; al carattere multidisciplinare della ricerca, arricchito dalla prospettiva degli studi sociali sulla scienza e la tecnologia (STS), si aggiunge la poliedricità del team di ricerca composto da professionisti che esercitano nell’ambito giuridico, tecnico e gestionale e che si sono specificatamente formati negli studi previsionali.
Dopo 12 mesi di studio, di incontri in presenza e da remoto, la raccolta e l’analisi di contributi collezionati attraverso interviste qualitative e l’utilizzo di più metodi e tecniche di indagine, in particolare il metodo dello scenario planning, si è passati a una fase di sottrazione per identificare e classificare le forze motrici, ovvero i fattori di influenza dell’evoluzione del settore delle costruzioni al 2040. Identificati i fattori di influenza rispetto alla questione di partenza si è passati a distinguere i fattori importanti, ma il cui sviluppo futuro è al momento incerto (driver), dai fattori dei quali abbiamo, invece, una ragionevole certezza (given) che rappresentano ciò che, piu o meno, sappiamo già oggi del futuro.
Un metodo emergente.